Salesforce ha presentato la sua trasformazione architetturale “Headless 360” alla conferenza degli sviluppatori TDX, esponendo tutte le funzionalità della piattaforma come API per consentire agli agenti AI di operare senza browser. Questa iniziativa, che prevede anche il rilascio di oltre 100 nuovi strumenti e competenze per gli sviluppatori, risponde alle crescenti preoccupazioni sulla necessità di interfacce CRM tradizionali in un’era dominata dall’intelligenza artificiale.

L’annuncio arriva in un momento critico per Salesforce, poiché il settore del software aziendale sta subendo una svendita che ha portato a un calo del 28% dell’ETF iShares Extended Tech-Software Sector. Jayesh Govindarjan, EVP di Salesforce, ha osservato che la decisione di dare priorità a un’architettura user-friendly è stata presa due anni e mezzo fa, spinta dalla necessità di programmabilità e accessibilità.

Headless 360 si basa su tre pilastri: “costruisci come preferisci”, “distribuisci su qualsiasi superficie” e “crea agenti di cui ti puoi fidare su larga scala”. Il primo pilastro introduce oltre 60 nuovi strumenti Model Context Protocol (MCP) e competenze di codifica preconfigurate, consentendo ad agenti di codifica esterni di accedere a dati e flussi di lavoro direttamente da qualsiasi terminale.

Agentforce Vibes 2.0, l’ambiente di sviluppo nativo di Salesforce, ora supporta sia gli agenti Anthropic che OpenAI attraverso un “cablaggio degli agenti aperti”. Gli sviluppatori possono creare applicazioni utilizzando il supporto nativo di React, offrendo un controllo avanzato sulle interfacce delle applicazioni mantenendo la sicurezza della piattaforma.

Il secondo pilastro consente la distribuzione su varie piattaforme come Slack e Microsoft Teams, consentendo un’esperienza utente fluida attraverso le interfacce. Questo cambiamento intende spingere le esperienze degli agenti con marchio direttamente negli spazi di lavoro dei clienti anziché richiedere agli utenti di interagire con l’interfaccia utente di Salesforce.

Il terzo pilastro si concentra sulla gestione del ciclo di vita attraverso nuovi strumenti come Agent Script, che consente alle aziende di definire il comportamento degli agenti in modo deterministico. Queste innovazioni mirano ad affrontare il problema della fragilità riscontrato dalle imprese quando effettuano aggiornamenti ai loro sistemi di intelligenza artificiale, come descritto da Govindarjan.

La piattaforma di Salesforce ora si integra con vari modelli e strumenti di intelligenza artificiale, favorendo un ecosistema aperto e promuovendo al tempo stesso un’iniziativa AgentExchange da 50 milioni di dollari per gli strumenti dei partner. L’azienda sta inoltre passando a prezzi basati sul consumo per Agentforce, indicando un cambiamento fondamentale nel suo modello di business.

Govindarjan ha sottolineato che la trasformazione di Salesforce si baserà sul successo dell’esecuzione nelle implementazioni dei clienti e sull’adattabilità dei suoi protocolli rispetto alle capacità emergenti dell’intelligenza artificiale. La strategia dell’azienda mira a mantenere la propria rilevanza sfruttando i dati e la logica aziendale esistenti nel contesto delle tecnologie di intelligenza artificiale in rapido progresso.

Parker Harris, cofondatore di Salesforce, ha posto la domanda: “Perché mai dovresti accedere di nuovo a Salesforce?” suggerendo che con Headless 360 gli utenti potrebbero non averne mai bisogno, rafforzando il posizionamento dell’azienda nel panorama in evoluzione del software aziendale.


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