Secondo quanto riferito, il co-fondatore di Meta Mark Zuckerberg sta sviluppando un agente AI personale per gestire il suo lavoro e aggirare i livelli di gestione tradizionali, allineandosi con un’iniziativa a livello aziendale affinché i dipendenti adottino strumenti di agente.

Lo sviluppo fa parte di una strategia aziendale più ampia per migliorare la produttività dei dipendenti, ridurre gli attriti organizzativi e consentire a Meta di competere efficacemente con le startup native dell’intelligenza artificiale che operano con team più piccoli.

Secondo il Wall Street Journal di domenica, citando fonti vicine alla questione, l’agente AI di Zuckerberg è in fase di sviluppo ma attualmente lo assiste nel recupero delle informazioni. Questo agente recupera le informazioni direttamente, eludendo le richieste attraverso più livelli di personale.

Zuckerberg ha indicato in una riunione degli utili di fine gennaio che il 2026 segnerà un cambiamento significativo nei metodi operativi di Meta a causa dell’intelligenza artificiale, portando potenzialmente a cambiamenti nella struttura organizzativa. Ha dichiarato: “Mentre affrontiamo questo problema, la nostra stella polare sta costruendo il posto migliore in cui gli individui possano avere un impatto enorme. Quindi, per fare questo, stiamo investendo in strumenti nativi dell’intelligenza artificiale in modo che gli individui di Meta possano fare di più, stiamo migliorando i singoli contributori e appiattindo i team”.

Secondo quanto riferito, i dipendenti di Meta utilizzano strumenti di agenti come MyClaw, che fornisce accesso a file di lavoro e registri di chat, consentendo la comunicazione con colleghi e controparti di agenti AI. I dipendenti utilizzano anche Second Brain, uno strumento di intelligenza artificiale costruito sull’infrastruttura Claude di Anthropic, descritto internamente come un “capo dello staff AI” per accelerare il lavoro dei progetti.

In uno sviluppo correlato, un rapporto Reuters del 14 marzo, che citava tre fonti, suggeriva che Meta potrebbe pianificare ulteriori licenziamenti che avrebbero un impatto fino al 20% dell’azienda. Questi licenziamenti mirerebbero a compensare le spese e a sfruttare i guadagni in termini di efficienza dell’intelligenza artificiale, sebbene non siano state determinate date specifiche o dimensioni finali.

Meta ha rifiutato di commentare l’articolo del Wall Street Journal. Per quanto riguarda il rapporto Reuters, un portavoce di Meta lo ha descritto come un “rapporto speculativo sugli approcci teorici”.

Il più ampio settore delle criptovalute ha visto licenziamenti nel 2024, con aziende come il fornitore di dati blockchain Messari e l’exchange Crypto.com che hanno ridotto il numero della forza lavoro sottolineando al contempo una rinnovata attenzione all’intelligenza artificiale.


Credito immagine in primo piano