Sam Altman, CEO di ChatGPT, ha avvertito che nel prossimo anno potrebbe verificarsi un attacco informatico significativo, guidato dai progressi nell’intelligenza artificiale. Ha sottolineato che questi sviluppi potrebbero potenziare gli attori malintenzionati, portando a minacce non solo nella sicurezza informatica ma anche nel bioterrorismo.

Altman ha dichiarato in un’intervista ad Axios che, sebbene molte preoccupazioni sull’intelligenza artificiale si concentrino sul suo impatto sui mercati del lavoro e sulle questioni ambientali, i pericoli immediati sono in gran parte rimasti irrisolti. Ha evidenziato il potenziale di attacchi informatici catastrofici consentiti da modelli avanzati di intelligenza artificiale open source, che secondo lui potrebbero sbloccare funzionalità senza precedenti per gli aggressori.

“Nel prossimo anno vedremo minacce significative da mitigare provenienti dal cyber”, ha affermato Altman, avvertendo che il rischio è “totalmente possibile”. Ha osservato che mitigare queste minacce richiede uno sforzo sostanziale, sostenendo un approccio resiliente alla sicurezza informatica. “Non si tratta solo di rendere sicuro un modello di intelligenza artificiale”, ha aggiunto. “I difensori devono lavorare insieme.”

Altman ha discusso il concetto di un “programma di accesso sicuro” che mira a facilitare la collaborazione tra aziende di intelligenza artificiale, società di sicurezza informatica e governi per migliorare la sicurezza del sistema. Ha sottolineato che l’efficacia di queste misure è fondamentale per affrontare le vulnerabilità presentate dalle tecnologie di intelligenza artificiale in rapida evoluzione.

Oltre alle minacce alla sicurezza informatica, Altman ha avvertito che i progressi dell’intelligenza artificiale potrebbero anche aumentare la probabilità del bioterrorismo. Ha affermato che modelli di intelligenza artificiale migliorati potrebbero consentire agli individui di manipolare i processi biologici a livelli sofisticati: “Lì accadranno cose meravigliose, vedremo un sacco di malattie guarire”, ha detto. Tuttavia, ha avvertito che tali capacità potrebbero essere utilizzate in modo improprio.

Altman ha sottolineato che la potenziale normalizzazione dei modelli avanzati open source in biologia potrebbe presentare nuovi rischi. “Non è più una cosa teorica”, ha affermato, riferendosi all’imminente sfida di impedire ai gruppi terroristici di sfruttare l’intelligenza artificiale per creare nuovi agenti patogeni.

Ha concluso che le complessità che circondano queste minacce rendono difficile individuare soluzioni, suggerendo che la possibilità di danni diffusi rimane elevata senza adeguate garanzie. Altman ha riconosciuto che le attuali strategie per contrastare queste minacce mancano di risposte definitive, sollevando serie preoccupazioni sul futuro dell’intelligenza artificiale e sulle sue implicazioni per la sicurezza globale.


Credito immagine in primo piano