Amazon sta affrontando un’azione legale collettiva intentata da clienti a Seattle, che chiedono rimborsi per l’aumento dei prezzi dei prodotti a causa delle tariffe implementate sotto l’amministrazione Trump. La causa, riportata per la prima volta da Reuters, sostiene che Amazon ha guadagnato “centinaia di milioni di dollari in costi tariffari illegali”.

L’azione legale fa seguito ad una decisione 6-3 della Corte Suprema degli Stati Uniti che si è pronunciata contro la legalità della politica tariffaria. Questa decisione consente alle aziende di recuperare la restituzione dei costi tariffari. Diverse aziende hanno confermato di aver ricevuto rimborsi dal governo degli Stati Uniti, ma la causa sostiene che Amazon non ha partecipato a questo processo di rimborso.

I querelanti affermano che la decisione di Amazon di non impegnarsi in rimborsi è un tentativo di “ingraziarsi Trump” consentendo al governo di trattenere i fondi. La denuncia afferma: “Amazon non ha restituito alcuna parte dei costi trasferiti ai consumatori, e non ha intenzione di farlo”, sostenendo inoltre che il rivenditore online ha trattenuto una manna da un’azione governativa illegale.

Le compagnie di spedizione interessate dalle tariffe, tra cui DHL, FedEx e UPS, hanno avviato il processo di emissione dei rimborsi e stanno trasferendo i proventi ai clienti interessati. Nel frattempo, Nintendo ha intrapreso un’azione contro il governo degli Stati Uniti avviando una propria causa in merito alle tariffe sostenute per importare i suoi prodotti nel paese. Amazon è stata contattata per un commento sulla causa.


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