Un nuovo sondaggio di Politico indica un notevole scetticismo tra gli utenti dell’UE riguardo al trattamento dei loro dati personali da parte di aziende tecnologiche con sede negli Stati Uniti e in Cina. L’indagine, che ha coinvolto 6.698 adulti, ha rivelato che l’84% degli intervistati non si fida delle aziende statunitensi, mentre il 93% esprime sfiducia nelle aziende cinesi.
I livelli di fiducia aumentano in modo significativo per le aziende tecnologiche con sede nell’UE, probabilmente a causa delle rigorose normative UE volte alla protezione dei dati. Queste regole consentono agli utenti dell’UE di controllare i propri dati, favorendo una maggiore fiducia nelle imprese locali rispetto alle loro controparti straniere.
La presenza di pop-up di accettazione dei cookie sui siti Web illustra l’impatto delle normative GDPR dell’UE, che richiedono alle aziende di consentire agli utenti la possibilità di limitare il tracciamento dei cookie. Nonostante le frustrazioni legate a questi pop-up, l’indagine evidenzia che gli utenti dell’UE rimangono cauti su come le aziende straniere gestiscono i loro dati, indicando un solido sostegno ai controlli normativi.
I critici sostengono che le misure normative dell’UE potrebbero effettivamente funzionare come tasse sulle società straniere, portando ad effetti negativi sui mercati pubblicitari locali. L’ascesa dei social media ha riorientato gli investimenti pubblicitari, diminuendo la redditività degli editori locali e causando il fallimento di alcuni. I politici, riconoscendo l’influenza di queste pubblicazioni sul comportamento degli elettori, sono incentivati a sostenere i media locali e possono creare sistemi per estrarre fondi da giganti della tecnologia come Meta.
Ad esempio, il News Media Bargaining Code australiano impone alle piattaforme di social media di compensare gli editori locali per l’utilizzo dei contenuti. Tuttavia, Meta ha risposto limitando il contenuto delle notizie degli editori australiani e depriorizzando i collegamenti alle notizie. Il Canada ha implementato una misura simile nel 2023 con il suo Online News Act, vietando i collegamenti agli editori locali su Facebook.
In contrasto con questi approcci, le normative UE danno priorità all’utilizzo dei dati degli utenti europei piuttosto che al finanziamento diretto degli editori locali. Ciò ha suscitato accuse di sanzioni ingiuste contro Meta, soprattutto perché prospera nel mercato dei media locali. Funzionari statunitensi, incluso il presidente Trump, hanno criticato queste regole e minacciato sanzioni contro le normative europee che penalizzano le imprese americane.
La Casa Bianca ha espresso opposizione a queste misure normative, avvertendo che l’intensificazione delle sanzioni contro le aziende statunitensi potrebbe portare a conflitti significativi. Le preoccupazioni evidenziate nell’indagine di Politico rivelano preoccupazioni persistenti sull’uso improprio dei dati e sul potenziale per le piattaforme sociali di sfruttare le informazioni personali, sottolineando la logica alla base delle normative UE.








