Secondo quanto riferito, Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo, sta negoziando con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) per eliminare una disposizione chiave di supervisione dal suo accordo transattivo del 2023. Secondo un rapporto di Bloomberg che cita fonti vicine alle discussioni, il Dipartimento di Giustizia sta valutando se rimuovere il requisito di un controllo di conformità indipendente imposto alla società.

Il monitoraggio deriva da un accordo da 4,3 miliardi di dollari raggiunto da Binance con il Dipartimento di Giustizia nel novembre 2023, a seguito di accuse di gravi mancanze di conformità. Tra queste figurano garanzie antiriciclaggio inadeguate, violazioni di sanzioni e mancata registrazione come azienda di servizi monetari. La supervisione triennale si applica specificamente alle operazioni globali di Binance e non si estende alla sua affiliata con sede negli Stati Uniti, Binance.US, che funziona come entità legale separata.

Se approvata, la revoca del monitoraggio allevierebbe significativamente gli oneri normativi su Binance, consentendole di operare con un controllo esterno ridotto. Il potenziale cambiamento è in linea con un’apparente tendenza del Dipartimento di Giustizia verso il ridimensionamento o la chiusura degli osservatori indipendenti in casi selezionati, sebbene la portata complessiva di questo cambiamento rimanga incerta. I leader aziendali hanno spesso denunciato tali monitor come costosi e dannosi dal punto di vista operativo, sostenendo che ostacolano l’efficienza aziendale.

Bloomberg ha osservato che almeno altre tre grandi aziende hanno negoziato con successo esenzioni dal monitoraggio prolungato: il conglomerato minerario svizzero Glencore Plc, il gruppo bancario britannico NatWest Group Plc e il costruttore navale australiano Austal Ltd. Questi precedenti potrebbero rafforzare la tesi di Binance che cerca di concludere anticipatamente il periodo di supervisione.

Gli sviluppi si verificano in un contesto di slancio normativo favorevole per il settore delle criptovalute sotto l’amministrazione Trump. Da quando è entrato in carica, il presidente Trump ha sostenuto politiche a favore dell’industria, tra cui la firma del GENIUS Act per regolamentare le stablecoin e il sostegno all’approvazione da parte della Camera di un disegno di legge globale sulla struttura del mercato e di una legislazione anti-banca centrale sulla valuta digitale (CBDC). Queste misure mirano a fornire quadri più chiari per le risorse digitali, promuovendo l’innovazione e affrontando i rischi.

Anche le agenzie di regolamentazione si stanno adattando a questo ambiente. Il presidente della Securities and Exchange Commission (SEC) Paul Atkins ha promesso di porre fine alla “regolamentazione attraverso l’applicazione”, promettendo indicazioni esplicite su argomenti emergenti come la tokenizzazione. In un recente chiarimento, la SEC ha affermato che i token di staking liquidi generalmente non si qualificano come titoli, offrendo sollievo ai partecipanti alla finanza decentralizzata.

Nel frattempo, la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha introdotto un nuovo percorso nell’ambito del suo programma Foreign Board of Trade, consentendo a selezionati scambi di criptovalute esteri di offrire servizi a determinati clienti statunitensi. Questa iniziativa mira ad armonizzare la supervisione con la visione dell’amministrazione per una solida economia digitale.

Gli sforzi di Binance per semplificare i propri obblighi di conformità sottolineano l’evoluzione del rapporto tra le società di criptovaluta e i regolatori statunitensi. Poiché l’industria prevede ulteriore chiarezza, tali negoziati potrebbero costituire importanti precedenti per le operazioni globali nel settore spaziale.