Il Threat Intelligence Group (GTIG) di Google ha annunciato la scoperta di un exploit zero-day che si ritiene sia stato sviluppato dall’intelligenza artificiale. Ciò segna la prima identificazione da parte dell’azienda di un simile exploit, che era destinato a un “evento di sfruttamento di massa”. GTIG ha affermato che la scoperta proattiva potrebbe aver prevenuto potenziali attacchi.
Sebbene Google non creda che i propri modelli Gemini siano stati coinvolti nella creazione dell’exploit, ha “alta fiducia” che un modello di intelligenza artificiale abbia avuto un ruolo nella scoperta e nell’utilizzo della vulnerabilità. L’obiettivo specifico dell’exploit non è stato reso noto, ma Google ha informato la società senza nome interessata, che successivamente ha risolto il problema.
GTIG non ha rivelato l’identità degli autori delle minacce, ma ha affermato che i gruppi associati alla Cina e alla Corea del Nord hanno mostrato un notevole interesse nello sfruttare l’intelligenza artificiale per exploit informatici. Il rapporto sottolinea che gli autori delle minacce utilizzano sempre più l’intelligenza artificiale nelle varie fasi degli attacchi informatici, sollevando allarmi sui rischi futuri associati agli attacchi guidati dall’intelligenza artificiale.
John Hultquist, capo analista di GTIG, ha descritto l’incidente come “un assaggio di ciò che verrà” e “la punta dell’iceberg”, illustrando l’uso in evoluzione dell’intelligenza artificiale nella criminalità informatica. Ha osservato che questo caso rappresenta la prima “prova tangibile” di tali attacchi.
Nonostante i pericoli posti dall’intelligenza artificiale in mani esperte, Google ha affermato che l’intelligenza artificiale può anche essere uno strumento efficace per la difesa della sicurezza informatica. Anche altre aziende stanno implementando l’intelligenza artificiale per misure di protezione. Ad esempio, Anthropic ha annunciato il mese scorso il progetto Glasswing, che si concentra sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per identificare e mitigare le “vulnerabilità ad alta gravità”.








