Secondo una sentenza della Corte di Giustizia Europea, Apple ha perso un ricorso in tribunale contro le normative dell’Unione Europea che la classificano come “gatekeeper”. Di conseguenza, Apple deve continuare a consentire ai servizi rivali di interoperare con i suoi cinque app store ai sensi del Digital Markets Act (DMA) del blocco. La corte ha inoltre ritenuto “inammissibili” le obiezioni di Apple relative a un’indagine dell’UE sul suo servizio iMessage.
Apple ha contestato il DMA per tre motivi. Una sfida riguardava la necessità che l’hardware rivale, inclusi auricolari e smartwatch, fosse compatibile con l’iPhone, cosa che secondo la società comportava rischi per la sicurezza. La seconda obiezione riguardava la sua designazione come “gatekeeper” nei suoi vari app store, inclusi iOS, macOS, watchOS, iPadOS e tvOS. La terza sfida riguardava l’indagine della Commissione Europea sulla questione se iMessage dovesse essere classificato come un servizio coperto.
La corte ha respinto la contestazione di Apple riguardante l’indagine su iMessage, ma ha confermato la conclusione dell’UE secondo cui tutti e cinque gli app store dovrebbero essere considerati un’unica piattaforma di servizio principale ai sensi del DMA. La sentenza impone ad Apple di garantire ai rivali libero accesso ai suoi app store e vieta alla società di favorire i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti.
Apple ha espresso disaccordo con la sentenza ma deve ancora annunciare i piani per un appello. “Crediamo fermamente che il mandato della DMA vada oltre ciò che è legale e proporzionato, minacciando di erodere decenni di protezione della privacy e della sicurezza che abbiamo costruito e lasciando i nostri utenti vulnerabili a nuovi rischi”, ha affermato un portavoce di Apple. Il portavoce ha sottolineato l’impegno dell’azienda nei confronti dell’innovazione e della privacy dei suoi clienti europei.
Negli ultimi sviluppi, Apple ha attribuito i ritardi nel lancio del suo assistente AI Siri nell’UE al rispetto della DMA. Inoltre, il CEO di Apple Tim Cook e il capo della tecnologia europea Henna Virkkunen hanno recentemente avuto una discussione “costruttiva” su questi argomenti, come descritto da un portavoce della Commissione Europea.
Apple continua ad affrontare due azioni legali pendenti nei tribunali dell’UE. Il primo riguarda un ricorso contro la direttiva della Commissione Europea che prevede l’apertura di iOS a sviluppatori terzi, mentre l’altro riguarda una multa di 500 milioni di euro per violazioni anti-sterzo comminata nell’aprile dello scorso anno.








